Testo 21 Maggio

Scappi tre giorni e quando torni ti aspetta una montagna di merda da spalare.

Come se avessi chiuso un armadio, tutto ordinato, e nella tua assenza le cose abbiano deciso di moltiplicarsi. Quando torni e lo riapri ti cade rovinosamente addosso tutto.

Non fai in tempo nemmeno a goderti il fatto che in 4 giorni di “ferie” hai abbassato il livello di stress. Questo perché solo a contare il numero di cose da fare che ti aspettano, lo stress, non è che raggiunge la vecchia soglia, supera i livelli precedenti.

L’unica cosa che ti viene da pensare è: “possibile che sia sempre il solito schifo?”

Non che mi aspettassi di tornare e trovare un mondo diverso, per carità, mi aspettavo solo di poter tenere la testa per aria qualche giorno, pensando alla mia bella esperienza all’estero.

Invece no, torno e sembra che il mondo si sia messo lì ad aspettarmi, per le urgenze, le cose da fare, le cose di cui sembra che solo io sia portatrice di verità assoluta. La disorganizzazione dilagante.

E io sono un po’ stanca di fare le 8 di sera (quando va bene) per colpa di questa disorganizzazione.

Già ho i miei cazzi personali a cui pensare, mi ci mancate voi, milanesi di merda, amanti di una città squallida e fatiscente, proferitori di “Figaaa” avviati, personaggi che piangono miseria ma che comunicano tramite l’iPhone5, orgogliosi di una notte che sapete vivere solo tramite il dio denaro… Io vi odio e se Iddio vorrà, arriverà il giorno in cui vi sfanculerò. Allora piangerò dalla felicità di quel che perderò e non per la mancanza di ciò che non ho mai avuto tra le vostre braccia.

Testo 17 Maggio 1 nota

Quattro giorni infernali di lavoro serratissimo.

Un martedì che mi ha stremato e ancora ne pago un po’ in stanchezza.

Domani parto e sono stranamente tranquilla. Sarà che ho un accompagnatore non programmato, o che i preparativi sono a buon punto (non conclusi, li concludo sempre alla mattina della partenza).

La valigia aperta sul letto, skype che suona avvisandomi dei messaggi che mi arrivano, la pioggia che cade fitta.

Piovono gatti e cani, direbbe qualcuno che parla un’altra lingua.

Domani dormirò in un altro letto, a 2557 (circa) km da qui. Avrò visto facce sconosciute, posti impensabili per me.

Avrei giurato, nella mia vita, che sicuramente prima di approdare a una città del nord, come Helsinki, avrei visto Parigi (anche perché in Francia ci sono stata molto spesso) o Berlino.

Invece no, tocca prima alla capitale Finlandese.

Ricordati di prendere le liquirizie salate per i colleghi, la cartolina più bella per una bella bimba, una calamita per la mamma di A.

Questo mi sto ripetendo da ore… poi? Il vuoto.

La mia testa è un po’ affanculo, riesco a pensare solo alle cose di lavoro. Non se ne vanno dal mio cervello e mi chiedo se ho fatto tutto.

Boh… stasera sembro fatta di valium, spero solo che pure la partenza di domani mattina la gestirò così.

Anche se non fosse… ho il valium in borsetta per ogni evenienza.

Citazione 17 Maggio
Heaven is a lie…
Testo 16 Maggio 1 nota fanculo

alla valigia,

alla pioggia,

al caldo-freddo,

al mal di pancia,

al mio gatto che mi impesta di peli ogni cosa,

al lavoro,

alla giornata pre-partenza,

alla mia disorganizzazione,

al mio casino strutturale,

al caffè scaduto,

a tutto ciò che oggi non riesco a controllare.

Testo 16 Maggio 1 nota

Oggi inizio a innervosirmi.

Ho un sottile fastidio che non riesco ad afferrare, in sottofondo mi prende la gola.

E’ qualcosa che non riesco a definire, ma sento che è in relazione a una circostanza che non posso controllare o preventivare.

Mi sento di non poter correre ai ripari, solo che non conosco la calamità.

Testo 15 Maggio 1 nota Giusto un paio di parole per mio papà e la sua immensità.

Nella mia ansia di non sapere mai bene quello che faccio, nella mia paura di prendere scelte più grosse di me, nella mia fatica di portare avanti ogni giorno una vita un po’ difficoltosa, lui in poche parole mi ha tranquillizzato. 

Come se mi fosse di fianco, mettendo la sua mano perennemente calda sul mio viso sempre troppo freddo, mi ha detto:

“Non smettere mai di affrontare la vita come una bambina che gioca a fare l’adulta. Non diventare mai grande, perché il giorno che lo farai sarai incapace di vedere la bellezza nelle cose che ti circondano e in quelle che ti accadono.”

Testo 15 Maggio 1 nota

Uau, mi sono ricordata la pasw del blog, sono a casa alle 8 e mezza, ho cenato con pane e miele…

E ho tutta la sera per dedicarmi alle cose che mi ero prefissa di fare. Miraaacolo!

Una sigaretta prima di industriarmi in valige, peli, unghie, genitori…

E intanto penso alla sensazione che ho avuto in macchina mentre tornavo a casa.

E’ partita una canzone che ascoltavo in un brutto periodo e ho pensato che in fondo non ci sono brutti periodi da cui non si può risalire. Basta volerlo.

Una cosa che mi ripetevo, finita la mia storia di 3 (in realtà 5) anni, era che si supera tutto. Ci sono persone al mondo che superano la morte di un figlio, perché io non dovrei superare cose piccole come quelle che mi capitano tutti i giorni?

La vita non ci mette mai di fronte a cose che non possiamo sopportare, se non le superiamo è perché non vogliamo.

Sad but true.

Testo 15 Maggio

Inizio ad ascoltare la musica mentre lavoro alle 18:00.

Potrebbe essere un cattivo segno…

Del tipo: solo ora posso mettermi a lavorare sulle mie cose senza 200 scleri. 

Vedi anche: mi sa che mi aspettano altre 2-3 ore di lavoro, se non crollo sulla scrivania…

Testo 14 Maggio

ma quando arriva venerdì?

Testo 13 Maggio 3 note

Quelle giornate che boh…

non c’è mica una spiegazione alle robe che succedono. Sembra solo che l’universo giri in senso opposto a ciò di cui senti di aver bisogno.

Vabbè. tra immagini strane, impegni ammassati, cattive sensazioni e strani turbini… cercherò di mettere a fuoco quello che ho bisogno di capire.

Se non riuscirò a farlo, vorrà dire semplicemente che codesta cosa costì non doveva essere messa a fuoco.

Citazione 13 Maggio 2 note
Ma avere un cuore da bambino non è una vergogna. È un onore.
— 
Ernest Hemingway
Testo 13 Maggio

Quando ascolto la mia imperfezione, spero solo di fare bei sogni…

‘Notte mondo.

Testo 12 Maggio

Ammetto la mia colpa:

non sono mai stata brava a fare il drift in Need for Speed Underground.

Shame on me.

Testo 12 Maggio 2 note

Io sono qui grazie a mia madre.

“Che scoperta”, penseranno alcuni, “siamo tutti qui grazie alle nostre madri”.

No, quando dico che sono qui grazie a mia madre intendo altro.

Mia mamma non ha avuto mai gravidanze facili. La prima volta che rimase incinta, per colpa di complicanze gestite male dai medici, abortì spontaneamente. Con mia sorella non fu una gravidanza facile e con me… beh forse la mia è stata la peggiore di tutte.

Lei ha sempre avuto il dono di capire molto presto che era in dolce attesa. Lo sapeva dalle prime 2-3 settimane: il suo corpo iniziava a darle disturbi non indifferenti fin da subito e quindi, come per le altre gravidanze, mia mamma ha capito presto che mi aspettava ed è andata dal medico per fare in modo che tutto filasse liscio, al contrario delle due volte precedenti.

Il problema è che poco prima del terzo mese la mia placenta si è staccata quasi totalmente e il medico ha detto a mia madre che sicuramente ci sarebbe stato un altro aborto spontaneo. Le ha detto che stando in piedi, camminando, stando seduta, mi avrebbe perso e le ha detto che sarebbe stato più sano e naturale fare un raschiamento. Le ha detto anche, in caso si fosse ostinata a portare avanti questa gravidanza, che più i mesi passavano più la possibilità di aborto saliva. E insieme ad essa aumentava il rischio che l’aborto spontaneo fosse pericoloso per la sua vita.

Così mia mamma è andata a casa e si è messa a letto per 6 mesi. E io so cosa significa vivere a letto per così tanto tempo, senza poter fare niente. Io sono stata obbligata, lei lo ha fatto per scelta.

A posteriori è per tutti molto semplice dire “ha fatto la scelta più giusta”, ma sinceramente in quante donne, dopo il consiglio del medico di abortire perché la gravidanza rischia di essere pericolosa per la loro salute, avrebbero fatto esattamente l’opposto? 

Siamo portati a pensare “andrà meglio con la prossima gravidanza” e non “questa vita è irripetibile”. Perché la verità è che io non sarei nata se lei avesse seguito i consigli del suo medico.

Per finire, quando ha dovuto partorirmi, i dottori hanno detto esplicitamente che le possibilità di sopravvivenza di entrambe erano assai scarse. Quindi hanno chiesto ai miei genitori a chi dovevano dare precedenza: a me o a mia madre.

Mia mamma, senza pensarci troppo, ha risposto di salvare me, che se lei doveva vivere ci avrebbe pensato Dio.

Sono il frutto di infinite casualità, tra milioni di spermatozoi di mio padre solo uno ha fecondato quell’ovulo di mia madre. E solo la forza e la volontà di avere ME, dei miei genitori, ha fatto in modo che io ora, nel giorno dedicato alla mamma, potessi scrivere queste cose sul mio blog.

L’animo di mio padre non è comunque da sottovalutare. Pensateci voi a rischiare di perdere la persona che amate di più al mondo, solo per un ovulo fecondato.

Allora ne approfitto e ringrazio entrambi. Grazie papà perché ami la mamma, la rispetti e perché eri pronto ad amarmi esattamente come lei, anche se ancora non mi conoscevi, né mi sentivi.

Grazie a te, mamma. Perché io oggi, senza le tue scelte, non sarei qui. Sei stata in grado di mettere in discussione la tua sopravvivenza per me, e io ora non sarei qui. A lamentarmi per il mio mal di schiena, a vedere un cielo azzurro e bellissimo, a programmare la mia vita, vicino o lontano da te. Senza la tua ammirevole capacità di sopportare il dolore, senza il tuo rispetto per la vita, in qualsiasi forma (anche a fagiolino), io non sarei qui ad amarti e a cercare di renderti fiera di me ogni giorno.

Sarò banale ma…

Auguri mamma.

Testo 12 Maggio 2 note

Svegliarmi così mi fa venire solo voglia di piangere.

Nonostante il sole, nonostante ieri…

Che me ne faccio di una bellissima giornata di sole se la mia schiena mi permette a malapena di camminare in casa?

Sono stanca di svegliarmi con il diaframma contratto per colpa del dolore che parte da ogni nervo presente nella mia schiena.

Dal collo alle caviglie sento solo tirare.

Mi sono svegliata con i giramenti di testa per colpa del collo e ogni volta che succede così mi viene paura.

Paura di non riuscire a partire venerdì, paura che la mia schiena mi impedisca di vedere e di fare tutto ciò che vorrei.

Come si fa a vivere a metà come faccio io? 

Come si può chiedere a qualcuno di sopportare il mio vivere a metà?


Design crafted by Prashanth Kamalakanthan. Servizio offerto da Tumblr.